Gestione delle scadenze dei defibrillatori: un compito fondamentale per la sicurezza sul lavoro

"Sottovalutare la scadenza delle piastre dei defibrillatori: un rischio che non possiamo correre

I defibrillatori automatici o semiautomatici sono dispositivi cruciali nelle situazioni di emergenza cardiaca, in grado di salvare vite umane grazie alla loro capacità di ripristinare il ritmo cardiaco normale, soprattutto se usati entro i primi 3-4 minuti (come da norma vigente)

Tuttavia, spesso ci si dimentica che anche i componenti dei defibrillatori hanno una data di scadenza, e il mancato controllo di questa può portare a conseguenze gravi, sia in termini di efficacia del dispositivo che di responsabilità legale in caso di incidenti fatali.

La scadenza delle piastre ( in inglese patch) dei defibrillatori può diventare un reale fattore critico nelle procedure di emergenza cardiaca, se non vengono seguite le indicazioni che abbiamo sia dalla norma che dal produttore.

 

Impariamo e riconoscere le scadenze

Le piastre dei defibrillatori, o elettrodi, sono componenti fondamentali per la trasmissione dell’energia elettrica al cuore del paziente. Nel tempo, queste piastre possono deteriorarsi, (oltretutto hanno una scadenza prefissata) compromettendo la capacità del defibrillatore di erogare il trattamento necessario durante un’arresto cardiaco: viene definito un problema di conduzione di energia elettrica che può essere compromessa dallo stato dei conduttori.

E’ per questo motivo che circa il 90% dei DAE in circolazione avendo tra i metalli conduttori il rame, subiscono ossidazione dopo un certo tempo; le piastre in questo caso hanno quasi tutte una scadenza a 24 mesi.

Sono pochissime le piastre che scadono dopo 48 mesi, e questo avviene perchè hanno al loro interno l’argento al posto del rame, e quindi una ossidazione rallentata che permette la sostituzione delle stesse dopo il doppio del tempo (4 anni invece di 2 anni).

 

Ogni DAE può avere la data di scadenza in punti diversi

In ogni caso è sempre essenziale monitorare attentamente la scadenza delle piastre e sostituirle regolarmente per garantire che il defibrillatore sia sempre pronto all’uso in caso di emergenza.

Potremmo affermare che le piastre dei defibrillatori scadute, se non intercettate per tempo, costituiscono un importante pericolo silenzioso nelle emergenze cardiache.

Alcuni DAE di vecchia concezione addirittura non hanno le piastre collegate con verifica delle stesse, e quindi il controllo delle scadenze e del buono stato di conservazione è demandato ad un addetto; esso per legge dovrebbe avere un registro con annotate le verifiche settimanali (come da norma vigente) per non diventare un reale fattore critico in caso di  procedure di emergenza cardiaca.

Alcuni Dae di nuova generazione sono “telecontrollati” e riescono ad inviare informazioni via sms o email in tempo reale, facendo così conoscere lo “status quo” di salute del dae.

Questo innovativo sistema comunica per tempo la data di scadenza delle piastre, lo stato delle stesse grazie a test settimanali , grazie a microscariche che verificano la conduttività, e segnalano qualunque anomalia si presenti.Potremmo quindi dire che sottovalutare la scadenza delle piastre dei defibrillatori è un rischio che nessuno dovrebbe correre.

 

 

Scadenza piastre DAE

Il rischio di utilizzare un defibrillatore con piastre scadute va oltre la semplice inefficacia del dispositivo, infatti in caso di incidente cardiaco fatale in cui il defibrillatore non è stato adeguatamente mantenuto e controllato, ci si espone a possibili conseguenze penali.

L’affidamento della gestione delle scadenze dei defibrillatori (piastre e batteria) è definibile un compito fondamentale per la sicurezza sul lavoro.

È importante che le organizzazioni, dalle palestre alle aziende, che dispongono di defibrillatori, istituiscano procedure di controllo rigorose per garantire che tutti i componenti siano sempre aggiornati e funzionanti. Ciò include o la la tenuta di registri accurati sulle scadenze delle piastre e la pianificazione regolare delle sostituzioni, o la “teleconnessione” da remoto che consente di essere avvisati in tempo reale.

Nel caso in cui non si disponesse di telecontrollo, il personale dovrebbe essere adeguatamente addestrato per riconoscere i segni di deterioramento dei componenti del defibrillatore e per agire prontamente per risolvere qualsiasi problema.

Infatti un Dae che ha un problema  di solito (di solito quelli di nuova generazione) segnala con un segnale acustico ed a volte anche luminoso, se le piatre sono in scadenza o se la batteria sta per esaurirsi.

CONCLUSIONI

Non possiamo sottovalutare l’importanza di un defibrillatore ben mantenuto e funzionante nelle situazioni di emergenza cardiaca, perché il monitoraggio delle scadenze è cruciale per la salute pubblica, e il costo della negligenza di chi ignora le scadenze dei defibrillatori può essere altissimo.

Prendersi cura dei defibrillatori significa prendersi cura delle vite delle persone che dipendono da questi dispositivi durante un’arresto cardiaco improvviso, ed in pochissimi anni tutti i dae saranno telecontrollati da sistemi intelligenti che ridurranno a zero gli incidenti dovuti a disattenzione o incuria.

 

 

L’AUTORE:

Marco SQUICCIARINI, classe 1962, è un medico che da oltre 23 anni si occupa di divulgare le manovre salvavita in Italia ed all’estero. E’ a capo di una rete di circa 500 medici ed infermieri Istruttori BLSD American Heart Association, nominato nel 2023 medico esperto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’affidamento del servizio di Cardioprotezione, e dal 2020 è Coordinatore attività di formazione BLSD presso il Ministero della Salute. Nel 2004 ha fondato il primo sito (https://manovredisostruzionepediatriche.com) che insegna a proteggere un bambino in caso di soffocamento con materiale didattico approvato dall’Istituto Superiore di Sanità e fruibile da tutti.

 

Dott. Marco SQUICCIARINI– MEDICO

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