P = f(t) – defibrillatori e personale formato: un’equazione per la sopravvivenza

DAE e personale formato

Esistono equazioni che possono salvare vite umane?

Il rigore con cui si eseguono i calcoli matematici, se applicato alla realizzazione di un progetto di cardioprotezione complesso in una grande azienda, può fare la differenza?

Esiste una lista degli errori più comuni che generano incidenti gravi?

A queste ed a molte altre domande questo articolo fornirà risposte e spunti di riflessione.

Buona lettura…

 

 

P = f(t) – defibrillatori e personale formato: un’equazione per la sopravvivenza

Una equazione matematica è una relazione tra due o più quantità espresse in forma simbolica. Un progetto di cardioprotezione è un insieme di azioni volte a ridurre il rischio di morte per arresto cardiaco improvviso, quasi sempre – se ben progettato –  riuscendoci.

La vicinanza concettuale tra queste due entità può essere individuata in due aspetti principali:

  1. La precisione e la chiarezza: sia le equazioni matematiche che i progetti di cardioprotezione devono essere precisi e chiari, per non lasciare spazio ad errori. Un’equazione matematica che non è precisa o chiara, non è in grado di rappresentare correttamente la relazione tra le quantità che descrive. Un progetto di cardioprotezione che non è preciso o chiaro non è in grado di raggiungere i suoi obiettivi e salvare vite umane, soprattutto se ci allontaniamo dalle cognizioni e da quello che è previsto dalla normativa.
  2. La logica e la coerenza: sia le equazioni matematiche che i progetti di cardioprotezione devono essere logici e coerenti. Un’equazione matematica che non è logica o coerente non è in grado di descrivere correttamente la realtà. Un progetto di cardioprotezione che non è logico o coerente non è in grado di essere efficace, e potrebbe generare falle nel sistema di intervento, con gravi conseguenze (anche penali) per tutti.

In particolare, un progetto di cardioprotezione può essere paragonato ad un’equazione matematica in quanto:

Definisce una relazione tra due o più quantità: in un progetto di cardioprotezione, le quantità coinvolte sono l’arresto cardiaco improvviso, i defibrillatori, il personale formato alle manovre di RCP e le possibilità di sopravvivenza.

È preciso e chiaro: un progetto di cardioprotezione deve essere preciso e chiaro in quanto deve specificare quali sono i defibrillatori che devono essere installati, dove devono essere installati, chi deve essere formato alle manovre di RCP, quando deve essere eseguita la RCP, con quale schema di intervento, ed in che tempi (24/24-7/7).

È logico e coerente: un progetto di cardioprotezione deve essere logico e coerente in quanto deve prevedere che i defibrillatori siano accessibili ed in buone condizioni di manutenzione e che il personale formato alle manovre di RCP sia in grado di intervenire tempestivamente (la norma prevede che nel 4° minuto il DAE sia già collegato al paziente).

 

 

 

IN QUESTO SETTORE NON CI SI IMPROVVISA

 

 

IL TEMPO DI INTERVENTO E’ FONDAMENTALE

 

Disattendere o ignorare alcuni punti fermi che riguardano la sicurezza nella gestione di un progetto di cerdioprotezione (soprattutto se complesso) può generare facilmente errori; di questi alcuni sono purtroppo ridondanti in gravi incidenti; tra i più comuni ve ne sono molti generati dalla “non coerenza”e tra questi troviamo:

  • non aver posizionato Dae in punti equidistanti per permettere interventi di soccorso entro i 4 minuti
  • non aver verificato le temperature di esposizione dei DAE avendo ignorato i range (0°/ +45°) di funzionamento
  • non aver verificato che le vie di accesso al DAE siano sempre utilizzabili dai soccorritori (porte tagliafuoco, check point, blocchi temporanei di accesso per lavori…)
  • non aver formato un numero congruo di operatori BLSD abilitati 118 per essere presenti ogni giorno dell’anno e pronti ad intervenire nei tempi e modi previsti dalla norma (misurazione timing first responder team)
  • non aver fornito lo schema di comportamento ai dipendenti in caso di arresto cardiaco in azienda
  • non aver verificato il loro apprendimento (decadenza delle competenze anche prima dei 24 mesi)
  • non aver previsto i comunicatori di utilizzo del DAE che in tempo reale avvisano del suo spostamento/utilizzo/scarica con SMS ed EMAIL per attivare il 112 nei tempi previsti dalla norma
  • non aver previsto il dispositivo di alert/malfunzionamento del DAE in tempo reale (con test giornalieri di scarica ed avviso immediato malfunzionamento) per non incorrere in procedimenti penali in caso venga utilizzato per una emergenza e il DAE non funzioni perfettamente
  • non aver posizionato cartellonistica, indicatori, aggiornamento delle piantine di emergenza con simboli DAE come introdotto dal decreto attuativo del 24 luglio 2023
  • non aver nominato un responsabile che ogni 7 giorni 365 giorni all’anno effettua la verifica del funzionamento DAE e lo registra su un apposito registro o in alternativa sostituito i DAE di vecchia generazione con quelli di nuova generazione che gestiranno questa incombenza automaticamente
  • non aver denunciato al 118/112 regionale la presenza di un DAE prevista per legge
  • non aver inserito accanto al DAE il KIT con forbici, pocket, guanti, rasoio etc etc…

 

Il First responder team è fondamentale nei primi minuti

 

 

 

UNA EQUAZIONE PER LA VITA

Se volessimo immaginare una equazione matematica che descrive la relazione tra l’arresto cardiaco improvviso e le possibilità di sopravvivenza potrebbe essere la seguente:

 

UNA EQUAZIONE PER LA VITA

P = f(t)

dove:

P: è la probabilità di sopravvivenza

t: è il tempo trascorso dall’inizio dell’arresto cardiaco

 

 

Questa equazione indica che la probabilità di sopravvivenza diminuisce con il tempo. Un progetto di cardioprotezione che si basa su questa equazione dovrebbe prevedere che la RCP venga eseguita al massimo entro i primi 3-4 minuti dall’inizio dell’arresto cardiaco, in quanto in questo modo si aumentano significativamente le possibilità di sopravvivenza, soprattutto se arriva in contemporanea un DAE per ripristinare un ritmo sinusale normale, che dura pochissimi minuti.

 

TIME IS BRAIN

CONCLUSIONI

Sia le equazioni matematiche che i progetti di cardioprotezione sono strumenti che richiedono precisione, chiarezza, logica e coerenza per essere efficaci. La vicinanza concettuale tra queste entità è evidente in quanto tutte definiscono una relazione tra di loro, sono precise e chiare, e sono logiche e coerenti.
I defibrillatori, il piano di emergenza DAE, il personale formato sono una equazione per la sopravvivenza e sono parte di un meccanismo perfetto per salvare vite, quasi come… una scienza esatta che genera un investimento sulla vita.

 

 

 Dott. Marco SQUICCIARINI
Medico Coordinatore attività di formazione BLSD del Ministero della Salute
Docente Primo Soccorso Aziendale-BLSD “Master Sanità, Pharma, Biomed 24ORE Business School”
Scientific Coordinator Pediatric Basic Life Support at UENPS – Union of European Neonatal & Perinatal Societies
Istruttore Rianimazione Cardiopolmonare con abilitazione all’uso del defibrillatore adulto-pediatrico
Direttore Sanitario International Training Center American Heart Association SQUICCIARINI RESCUE
Coordinatore Commissione Emergenza e Formazione BLSD at OMCEO Ordine Medici ed Odontoiatri di Roma e Provincia
Accreditato presso il Sistema Sanitario Nazionale 118

L’International Training Center American Heart Association – Squicciarini Rescue s.r.l. è presente nel ME.PA (Acquisti in rete CONSIP) – Mercato della Pubblica Amministrazione con codice 244951

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SEDE LEGALE SQUICCIARINI RESCUE s.r.l:
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