Gestione della inevitabile crisi in azienda in presenza di un arresto cardiaco: istruzioni per l’uso.
In questo articolo potrete verificare come prepararsi in modo adeguato alla norma per gestire la inevitabile CRISI di organizzazione operativa davanti ad un arresto cardiaco nei luoghi di lavoro.
“Prepararsi alla gestione di una crisi significa stabilire una cultura e diffonderla ad ogni livello, in modo che tutti siano pronti ad intercettare l’eventuale problema, e soprattutto sappiano come agire”.
Questa frase è stata coniata dalla esperta e scrittrice statunitense Melissa Agnes

Melissa Agnes
(https://www.linkedin.com/in/melissaagnes/ ) che in qualità di grande esperta internazionale sulla preparazione/gestione delle crisi e gestione della reputazione e protezione del marchio, ha evidenziato come una crisi è un reale evento negativo capace di bloccare la normale attività perché richiede immediata attenzione da parte della leadership(e non solo).
Continua ad elencare interessanti concetti nel suo libro “Crisis Ready” (che consiglio di leggere) affermando che: “non si tratta di un problema generico, ma di qualcosa di specifico, che possiamo ben definire; infatti una crisi è un evento o una situazione negativa che impatta o minaccia di impattare le persone, le operazioni aziendali, la reputazione o i profitti dell’organizzazione.
In questa era digitale always on (sempre attiva), le crisi si scatenano e si intensificano così rapidamente che le aziende rischiano di trovarsi “a inseguire”, di essere un passo indietro rispetto ai fatti, perdendo così il controllo della narrazione dell’incidente. E più si perde il controllo della crisi, più difficile è riguadagnarlo, più ingenti sono la fiducia e la credibilità che vanno in fumo. L’impatto del CRP, il costo di risposta alle crisi, può essere terribile.Il CRP è un’equazione che può essere usata per calcolare in modo semplice l’impatto economico di una crisi su un’organizzazione, in relazione alla risposta data alla crisi dall’organizzazione.”
Sono parole che trovano riscontro in molti ambiti, ma calzano perfettamente nel caso in cui una azienda non sia davvero attenta al contrasto dell’arresto cardiaco attraverso azioni concrete.
Premesso che la perdita di una vita umana è un dramma senza fine, se non si decide di attuare al meglio un progetto di cardioprotezione adeguato a tutela del valore della vita di ogni dipendente o frequentatore dell’azienda, si tenga conto anche di questo effetto collaterale che può portare per l’azienda (pubblica o privata) danni enormi di immagine, oltre che i naturali problemi legali per inadeguatezza.La domanda a questo punto sorge spontanea:
L’ARRESTO CARDIACO GENERA UNA CRISI?

Un training di gestione arresto cardiaco
E’ possibile affermare che in assenza di un “piano specifico funzionale” di contrasto ad un arresto cardiaco all’interno del luogo di lavoro, un evento drammatico ed inatteso come questo, può davvero mettere in crisi una azienda e la sua reputazione se non viene gestito in modo appropriato e pianificato nei minimi particolari.
Questa attenta pianificazione non solo scongiurerà eventuali errori, ma sarà di certo un contrasto effettivo ad un evento drammatico, che è di certo in grado di proteggere il valore della vita fino all’85% delle possibilitò di successo, contro il 5% se ci troviamo senza pianificazione.
LE 10 DOMANDE DA PORSI

LE 10 DOMANDE DA PORSI
Esistono per cominciare 10 domande che possono da subito darci una idea se il nostro luogo di lavoro è cardioprotetto in modo adeguato; vediamole insieme:
- Esiste un piano di cardioprotezione sempre aggiornato in azienda?
- Questo piano è allineato alla attuale norma (D.l.g 116/2021 e decreto attuativo del 16 marzo 2023 – https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/07/24/23A04152/SG )?
- Quanti defibrillatori sono posizionati nel luogo di lavoro tenendo conto dei 4 minuti entro i quali il DAE deve essere utilizzato per norma?
- Sono segnalati in modo chiaro (anche nei piani/tabelle di emergenza) al fine di permettere a tutti di individuarli in modo veloce?
- Il numero di persone che lavorano in azienda formate ed in possesso del certificato BLSD rilasciato dal 118, sono in numero adeguato per fornire un soccorso di qualità minima in ogni giorno ed orario dell’anno lavorativo (365/24) per dare una risposta in tempi certi in team?
- Esiste un piano di gestione dei defibrillatori in azienda in uno dei due modi previsti dalla norma? Il primo è la nomina di un addetto che ogni giorno/settimana verifica lo stato dei DAE e compila un registro firmato dal responsabile che resta agli atti e nel quale si può avere conferma del buon funzionamento del DAE, le scadenze dei consumabili (piastre e batteria), oppure è stato scelto di posizionare DAE di nuova generazione teleconnessi (come da norma) che in autonomia ed in ogni momento forniscono all’RSPP informazioni su stato, posizione, eventuale utilizzo, scadenze o guasti.
- Esiste in azienda un piano scritto e divulgato a tutti sul comportamento da tenere in caso di una crisi come quella che accompagna l’arresto cardiaco improvviso?
- E’ stato realizzato un video-tutorial che mostra sia a chi ha fatto il corso ed è certificato BLSD, sia a chi non è formato/certificato cosa fare da subito? I video tutorial aiutano non solo chi interverrà a dare supporto, come chiamare i soccorsi in modo appropriato (ad esempio nelle grandi aziende la chiamata al 118/112 deve passare dal centralino per attivare il sistema di risposta interno), portare un Dae e fornire assistenza avendo contezza di come ci si deve comportare in caso di un evento, fornendo supporto adeguato e veloce.
- E’ stato nominato un responsabile della gestione delle scadenze del corso BLSD che abilita alle manovre ed all’uso del DAE con scadenza ogni 24 mesi, e programmazione re-training per tempo ovvero pianificata ogni 19 mesi?
- Si sono pianificate azioni di sensibilizzazione per aumentare costantemente il “first responder team”che può intervenire in caso di arresto cardiaco? Un esempio virtuoso seguito da molte grandi aziende, è organizzare corsi di BLSD adulto e pediatrico per i dipendenti, all’interno di progetti di Welfare legati al Safe& Security.
Ecco un esempio di un trailer del video tutorial realizzato per il Ministero della Salute a seguito della realizzazione del progetto di cardioprotezione.
Purtroppo per la nostra esperienza il problema organizzativo sopra descritto è spesso sottovalutato per diversi motivi, come la non conoscenza della norma, e la falsa credenza che sono eventi rari e che succedono sempre agli…altri.
COME PROCEDERE PER MIGLIORARE LA SICUREZZA IN AZIENDA?

LA SICUREZZA IN AZIENDA
Vi sono 5 semplici step per iniziare ad allinearsi alla normativa e proteggere davvero il personale:
- Fare un check per verificare la presenza di un piano di gestione della crisi in caso di arresto cardiaco
- Verificare se le piantine di emergenza sono aggiornate con i loghi dei posizionamento DAE e segnaletica presente per individuazione
- Programmare – in caso di presenza di pochi e vecchi DAE – l’acquisto di DAE di nuova generazione teleconnessi e pronti all’uso senza bisogno della nomina di un addetto giornaliero/settimanale che compila il registro; sostituirli in caso di presenza di DAE obsoleti, di vecchia generazione (di certo meno performanti e con assenza di scarica incrementale adeguata per ogni persona) e magari ancora non in possesso della nuova certificazione MDR (Medical Device Regulation approved); oltretutto esistono agevolazioni fiscali come il modello OT24 che in relazione ad interventi migliorativi in ambito di sicurezza e salute sul posto di lavoro, prevede fino ad oltre 20.000 euro di supporto aziendale per l’acquisto di DAE in grado di proteggere i dipendenti.
- Stilare un elenco del personale presente autorizzato all’uso del DAE (magari formato con DAE trainer uguali a quelli in uso per migliorare gli interventi) e le relative scadenze dei certificati, che se non in corso di validità costituiscono un ulteriore problema legale prima che assicurativo (il certificato scaduto è sinonimo di mancanza di requisiti), oltre che denotano l’assenza di competenze rinnovate ogni 24 mesi.Le aziende private possono anche utilizzare i fondi interprofessionali
- Programmare eventi di sensibilizzazione tramite progetti Welfare legati al Safe&Security per aumentare il numero del “first responder team”

La sensibilizzazione alle manovre salvavita passa attraverso progetti welfare innovativi
CONCLUSIONI
Un progetto di cardioprotezione non vuol dire formare uno sparuto gruppo di persone al BLSD ed acquistare qualche DAE, ma creare un progetto di utilità sociale e professionale, che a seguito della sua perfetta esecuzione, è in grado di impattare sul sitema cognitivo comportamentale per colmare una voragine culturale e di sicurezza. In assenza di tutto questo si sarà sopraffatti dalla paura, che porta a pensare in modo compulsivo, inibendo la capacità di agire.
Sono progetti di elevata qualità in grado di espandere la coscienza della collettività dando lustro alle aziende illuminate che pongono la giusta attenzione nel proteggere il valore della vita di chiunque.
Per ricevere maggiori informazioni su come realizzare un progetto di cardioprotezione aziendale, per organizzare corsi per grandi aziende multisedi nazionali (anche con fondi interprofessionali a zerocosto per l’Azienda), come diventare Istruttore ed avviare un Sito di Formazione (accreditato al 118 regionale) con il nostro International Training Center “ Squicciarini Rescue” e sulla formazione del team di primo soccorso interno aziendale con rilascio di brevetti Internazionali, è possibile inviare una email o contattare:
Medico Esperto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’affidamento del servizio di Cardioprotezione
Coordinatore attività di formazione BLSD del Ministero della Salute
Scientific Coordinator Pediatric Basic Life Support at UENPS – Union of European Neonatal & Perinatal Societies
Istruttore Rianimazione Cardiopolmonare con abilitazione all’uso del defibrillatore adulto-pediatrico Direttore Sanitario International Training Center American Heart Association SQUICCIARINI RESCUE

Marco SQUICCIARINI,
L’autore:
Marco SQUICCIARINI, classe 1962, è un medico che da oltre 23 anni si occupa di divulgare le manovre salvavita in Italia ed all’estero. E’ a capo di una rete di circa 500 medici ed infermieri Istruttori BLSD American Heart Association, nominato nel 2023 medico esperto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’affidamento del servizio di Cardioprotezione, e dal 2020 è Coordinatore attività di formazione BLSD presso il Ministero della Salute. Nel 2004 ha fondato ilprimo sito (https://manovredisostruzionepediatriche.com) che insegna a proteggere un bambino in caso di soffocamento con materiale didattico approvato dall’istituto Superiore di Sanità e fruibile da tutti.












